Aggiornamenti sulle tasse universitarie

L’emergenza COVID-19 ha portato a una rivalutazione delle modalità di pagamento delle tasse universitarie. È dall’inizio di questa pandemia che si discute riguardo all’ultima rata annuale, sia per l’università che per l’AFAM (Istituzioni di Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica): la richiesta era quella di eliminarla o almeno ridurla, andando incontro alle disponibilità economiche di ciascun*. Il 13 maggio il Presidente Conte ha annunciato le principali misure contenute nel “Decreto Rilancio”: è stato annunciato un importante investimento di circa 1,45 miliardi di euro per Università e Ricerca, in particolare per finanziare il Fondo di Finanziamento Ordinario, le misure per il Diritto allo Studio Universitario e le assunzioni di circa 4000 nuovi ricercatori. Si tratta di una prima importante vittoria per tutti gli studenti e le studentesse che in questi mesi hanno sottolineato con forza le problematiche principali.

In particolare:

– 165 milioni di euro aggiuntivi agli atenei per il solo 2020, misura che dovrebbe consentire alle università di abbassare ulteriormente le tasse universitarie per gli studenti economicamente più colpiti da questa crisi;

– 8 milioni di euro per l’AFAM per sostenere economicamente gli studenti, abbassare i contributi e agevolare il funzionamento amministrativo e le attività didattiche;

– 40 milioni di euro per finanziare le borse di studio e compiere un decisivo passo avanti nel permettere a tutti gli studenti idonei di poter usufruire della borsa di studio ed eliminare finalmente la figura degli idonei non beneficiari. Inoltre si prevede il sostegno a specifiche misure promosse dalle Regioni per garantire l’assegnazione delle borse di studio anche agli studenti che non sono riusciti a soddisfare i requisiti di merito a causa dell’emergenza sanitaria;

– 62 milioni di euro per potenziare gli strumenti tecnologici e le risorse bibliografiche, quanto mai necessarie per permettere a tutti gli studenti di poter proseguire il proprio percorso di studi senza eccessive difficoltà;

– 15 milioni di euro per garantire una proroga di due mesi, a richiesta, a beneficio dei dottorandi titolari di borse di studio iscritti all’ultimo anno, con la conseguente erogazione della borsa.

Nel frattempo, tuttavia, pare che UniTo stia dando l’accesso al pagamento della terza rata senza aver ancora in alcun modo comunicato la sua modalità (rateizzazione/Isee corrente) e senza aver dato alcuna risposta ufficiale sulla sua possibile riduzione/abolizione. L’unica mossa pratica da parte del Conservatorio è stata per adesso fare uno “sconto” di 100 euro sull’ultima rata, senza tenere conto di alcuna differenza di reddito. Nessun* student* nel Conservatorio di Torino ha però reagito pretendendo soluzioni più eque o denunciando quella che sembra una vera e propria presa in giro. Non è da dimenticare che molti e molte giovani, essendo studenti fuori sede, devono far fronte autonomamente a molte altre spese, prima tra tutte l’affitto. La situazione attuale ha comportato per tantissimi studenti la perdita del lavoro: da quando siamo in quarantena infatti la maggior parte ha dovuto rivolgersi alle famiglie per un aiuto economico, o conta solamente sulla borsa di studio. C’è poi un numero significativo di giovani le cui famiglie hanno perso la propria fonte di reddito e che non sanno come aiutare i propri figli a sostenere spese di affitto, tasse universitarie, acquisto dei libri di testo etc. 

Come universitari e universitarie riconosciamo che sono stati fatti passi avanti, ma pensiamo siano necessarie più garanzie e tutele. Pensiamo inoltre che ci sia bisogno di una soglia nazionale di no tax area, affinché non ci siano disuguaglianze tra le università, e il Ministero e gli atenei ora devono fare la loro parte per rendere strutturali questi interventi. Le Regioni devono fare la loro parte e provvedere a sostenere gli investimenti necessari per il diritto allo studio. Di fronte ad una situazione come questa servono risposte straordinarie per evitare che il peso della crisi possa ricadere sugli studenti.

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