Iniziative NoTAV: la vendetta della procura di Torino

Queste settimane sono state settimane di mobilitazione in Val di Susa dove, di fronte all’allargamento del cantiere TAV sul lato di Giaglione e ai prossimi lavori all’autoporto di San Didero, il Movimento che da anni si batte contro la realizzazione di questo eco-mostro, bocciato anche dalla Corte dei Conti e dal Sindaco della cittadina francese di Lione, ha risposto con forza e determinazione ai lavori e alla conseguente militarizzazione dei territori circostanti. Dopo giorni di cortei verso i Mulini e la Val Clarea, di presidi a Susa, a San Didero e ai cancelli di Chiomonte molto partecipati a livello nazionale, la vendetta delle istituzioni e della procura di Torino non si è fatta attendere.

Ieri, 6 luglio 2020, Emilio Scalzo, storico attivista 65enne No Tav, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in seguito alla sua partecipazione alle manifestazioni che si sono tenute in questi ultimi giorni in Valle organizzate dal Movimento NoTAV, in protesta contro l’allargamento del cantiere in Val Clarea. Emilio era già stato colpito mesi fa da altri provvedimenti giudiziari della procura di Torino (divieto di dimora e obbligo di firma). Molti e molte attiviste si sono allora immediatamente mobilitate nella giornata di ieri in un corteo per le vie di Bussoleno, in solidarietà ad Emilio e agli altri colpiti da ulteriori misure cautelari, tra cui Giorgio “Brescia” e Nicoletta Dosio.

La speranza è evidentemente quella di colpirne pochi per mitigare il chiaro senso di rabbia e determinazione che sta muovendo tutte e tutti gli attivisti che vivono in prima persona questi momenti di protesta.

Si preannuncia un’estate densa di eventi politici e di rivitalizzazione del territorio valsusino, tra campeggi e iniziative che sottolineeranno la contrarietà della maggior parte della popolazione a questa opera inutile e dannosa per i luoghi che andrà a colpire.

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