Università e didattica a distanza

In questi ultimi mesi di chiusura forzata delle scuole di ogni ordine e grado abbiamo assistito ad un progressivo cambiamento del modello di didattica, precisamente le lezioni frontali sono state sostituite dalla così detta didattica a distanza e dalle lezioni online. Questo articolo cerca di analizzare alcuni vantaggi e svantaggi di questo sistema; esclusivamente per quanto riguarda le Università e gli istituti AFAM, ovvero Conservatori e Accademie di Belle Arti.
Possiamo dire che la didattica a distanza, perlomeno per il circuito Universitario abbia portato alla luce un nervo scoperto, ovvero quello della frequenza. Moltissime università permettono agli studenti e alle studentesse di scegliere se frequentare o meno le lezioni frontali, ma nonostante ciò molti corsi richiedono ancora la frequenza obbligatoria, ed addirittura, alcune facoltà come ad esempio gli istituti AFAM, fissano la frequenza obbligatoria all’ 80% . Perciò se gli studenti non riescono ad acquisire la quasi totalità delle presenze, non possono poi essere ammessi agli esami. Questo sistema infantilizzante, che vede studenti e studentesse universitari/e (magari anche lavorator*), trattati al pari di studenti liceali, è altamente criticato a più riprese dall’intero mondo studentesco. Gli studenti universitari denunciano di essere trattati come “bambini”, definiti incapaci di regolare il loro percorso formativo; perciò spesso costretti ad assistere alle lezioni, senza la possibilità di accedere ad una versione registrata o in streaming. Questa pratica crea non poche problematiche ove incontra studenti lavoratori, sovrapposizioni di corsi, o studenti pendolari che percorrono lunghe distanze per recarsi a lezione (lo sappiamo benissimo, noi valsusini che a volte trascorriamo più ore sui mezzi di trasporto che in università).
Il fatto che l’attuale situazione generata dalla diffusione di Covid-19, abbia decretato la totale chiusura dei luoghi di apprendimento, ha costretto ogni università a mutare le proprie lezioni frontali in lezioni esclusivamente online. Tutto ciò ha creato non pochi disagi agli studenti e agli organi scolastici; ma ha anche fatto emergere prepotentemente alcune contraddizioni insite nella didattica standard. Se prima infatti, ci si trincerava dietro alle scarse capacità tecnologiche dei professori per giustificare l’assenza del materiale online, ora, abbiamo visto che con un po’ di impegno si può raggiungere un buon risultato della didattica telematica. In conclusione la convinzione un po’ paternalistica che la didattica frontale sia insostituibile è crollata dietro all’evidenza delle attuali esigenze. Anzi ormai assistiamo quasi al processo inverso, ovvero ad una eccessiva esaltazione di questi mezzi e alla volontà di imporli trasversalmente a tutt*.
Si sa che le università costano e“producono poco”, infatti le attuali dichiarazioni che il ministero dell’istruzione sta portando avanti lasciano trasparire la volontà di mantenere i luoghi del sapere chiusi ancora a lungo. Crediamo che questo sia insostenibile, le università come le scuole primarie e secondarie di ogni ordine e grado vanno riaperte il più presto possibile. Non tutto si può fare in digitale; pensiamo agli studenti di musica che si ritrovano con mille difficoltà a fare lezioni dietro a un computer o agli studenti di belle arti che non possono accedere ai laboratori e nemmeno ai materiali che avevano lasciato all’interno degli istituti, prima della chiusura totale. Oppure basti pensare agli studenti tirocinanti, che al posto di un’esperienza sul campo si trovano a fare relazioni ed esami telematici sostitutivi, dalla dubbia utilità.
Riaprire le università è difficile e dispendioso, ma è importantissimo; non possiamo accettare che un servizio fondamentale venga gettato nel dimenticatoio quando ormai ogni sorta di attività produttiva è già aperta e funzionante. L’istruzione in questo paese ha sempre ricoperto un ruolo secondario e oggi più che mai ne abbiamo le prove. La didattica a distanza è stata necessaria, e in futuro può rivelarsi uno strumento utilissimo di integrazione alla didattica standard; l’obbiettivo condiviso dovrebbe essere quello di generare sempre più servizi efficaci, da mettere a disposizione del mondo dell’istruzione. Anche in questo difficile momento, pensiamo sia necessario affiancare queste nuove modalità alle lezioni in presenza, che riteniamo essere essenziali per la socialità e lo scambio tra student*.

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