LA SIBERIA COME LAS VEGAS

A cura di Fridays For Future Valsusa

Verkhoyansk è la città abitata più fredda del mondo. Si trova in Siberia e nel 1892 ha registrato la temperatura di -62 °C. Impressionante.

Eppure qualche giorno fa, nella medesima città, è stata rilevata la stessa temperatura che c’era a Las Vegas, nel deserto del Nevada: 38 °C. Ci mancano solo i casinò e ci siamo. Una situazione del genere è inconcepibile.

Questo è stato solo il picco di un trend già avviato da tempo: osservando le temperature di questo inizio anno, da gennaio a aprile, si è riscontrata una temperatura media di +6°C sopra quella normalmente registrata nello stesso periodo.

«Il cambiamento climatico antropogenico sta facendo sì che l’Artico si riscaldi a una velocità doppia rispetto al resto del pianeta. I modelli climatici avevano previsto questo fenomeno, noto come amplificazione artica, ma non avevano previsto a quale velocità si sarebbe verificato il riscaldamento. Secondo le proiezioni doveva succedere nel 2100. Ci ha messo 80 anni in meno» scrive il settimanale New Yorker.

Ciò non è che l’ennesima prova del fatto che il tempo d’azione a nostra disposizione è sempre meno, e scomparirà man mano sempre più velocemente. Bisogna agire, e subito.

Certo ricorderemo i terribili incendi che l’anno scorso devastarono la Siberia, e le previsioni di quest’anno, stando a queste temperature, potrebbero essere peggiori. Infatti già alla fine di aprile sono stati registrati in totale oltre 3000 focolai, il 60% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Per non parlare di quello che potrebbe succedere se la degradazione del permafrost raggiungesse i giacimenti di gas e petrolio. Secondo uno studio pubblicato su Nature la metà di questi (45%) si trova ad alto rischio.

Il permafrost che attraversa l’Artico e le regioni boreali contiene tra 1.460 miliardi e 1.600 miliardi di tonnellate di carbonio organico, che è quasi il doppio della quantità presente oggi nell’atmosfera.

Questo carbonio comprende sacche nascoste di metano antico, oltre a materia organica a lungo congelata (simile a un cumulo di compost congelato) che può rilasciare anidride carbonica e metano una volta che la vita microbica si risveglia nel terreno in fase di riscaldamento.

Vogliamo davvero scoprire cosa succederebbe se venisse liberato nei prossimi decenni?

La vita sulla terra non è un esperimento.

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